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Dichiarazione dei redditi Modello Unico

Dichiarazione dei redditi: cos'è il Modello Unico

Il modello di dichiarazione "Modello Unico" ( Modello Unificato compensativo ) è riservato alle persone fisiche che posseggono redditi di terreni, di fabbricati, di partecipazione, di lavoro autonomo occasionale o continuativo, d'impresa, di lavoro dipendente e di pensione ed altri redditi che vanno indicati ognuno nel proprio quadro di riferimento. Il Modello UNICO è un modello unificato tramite il quale è possibile presentare più dichiarazioni fiscali. Nei singoli modelli sono evidenziate le sigle che individuano le diverse categorie di contribuenti tenuti ad utilizzare il modello di dichiarazione: PF per le persone fisiche; ENC per gli enti non commerciali ed equiparati; SC per le società di capitali, enti commerciali ed equiparati; SP per le società di persone ed equiparate.

Dichiarazione dei redditi: chi deve presentare il Modello Unico

Deve presentare il Modello Unico:
chi ha percepito redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione
chi ha percepito redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita IVA
chi ha percepito redditi “diversi” non compresi tra quelli indicati nel quadro D, righi D4 e D5 del 730
chi ha percepito plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate o derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate in società
chi ha percepito redditi provenienti da “trust”, in qualità di beneficiario
chi non è stato residente in Italia
chi deve presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: IVA, IRAP, Mod. 770 ordinario e semplificato (sostituti d’imposta)
chi deve presentare la dichiarazione per conto di contribuenti deceduti e chi è residente in Paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati

Non solo le suddette categorie di contribuenti sono chiamate alla spedizione del Modello Unico, ma, eventualmente, anche:
i lavoratori dipendenti che hanno cambiato datore di lavoro e sono in possesso di più certificazioni di lavoro dipendente o assimilati (Certificazione Unica, ex Cud), nel caso in cui l’imposta corrispondente al reddito complessivo superi di oltre euro 10,33 il totale delle ritenute subite
i lavoratori dipendenti che hanno percepito direttamente dall’INPS o da altri Enti indennità e somme a titolo di integrazione salariale o ad altro titolo, se erroneamente non sono state effettuate le ritenute o se non ricorrono le condizioni di esonero
i lavoratori dipendenti che hanno percepito retribuzioni e/o redditi da privati non obbligati per legge ad effettuare ritenute d’acconto (per esempio collaboratori familiari, autisti e altri addetti alla casa)
i lavoratori dipendenti il cui sostituto d’imposta non ha trattenuto il contributo di solidarietà
i contribuenti che hanno conseguito redditi sui quali l’imposta si applica separatamente (ad esclusione di quelli che non devono essere indicati nella dichiarazione – come le indennità di fine rapporto ed equipollenti, gli emolumenti arretrati, le indennità per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche se percepiti in qualità di eredi – quando sono erogati da soggetti che hanno l’obbligo di effettuare le ritenute alla fonte)
i lavoratori dipendenti e/o percettori di redditi a questi assimilati ai quali non sono state trattenute o non lo sono state nella misura dovuta le addizionali comunale e regionale all’IRPEF. In tal caso l’obbligo sussiste solo se l’importo dovuto per ciascuna addizionale supera euro 10,33
i contribuenti che hanno conseguito plusvalenze e redditi di capitale da assoggettare ad imposta sostitutiva da indicare nei qu adri RT e RM.

Dichiarazione dei redditi: dove e quando presentare il Modello Unico

Scadenza della presentazione
Scadenze dei versamenti
L'acconto IRPEF
Rateizzazione dei versamenti

    La dichiarazione può essere presentata:
    dal 2 maggio, perché il 1° maggio è festivo, fino al 30 giugno, se la presentazione viene effettuata per il tramite di una banca o di un ufficio postale
    entro il 30 settembre se la presentazione viene effettuata in via telematica, direttamente dal contribuente o se viene trasmessa da un intermediario abilitato alla trasmissione dei dati (CAF, commercialisti, ecc.) o da un Ufficio dell'Agenzia delle Entrate
    Se queste date cadono di sabato o di domenica la scadenza è prorogata al primo giorno feriale successivo.

    Tutti i versamenti a saldo che risultano dalla dichiarazione, compresi quelli relativi al primo acconto, devono essere eseguiti entro il 16 giugno o entro il 16 luglio. Se queste date cadono di sabato o di domenica la scadenza è prorogata al primo giorno feriale successivo. Per i versamenti delle imposte effettuati nel periodo compreso tra il 17 giugno e il 16 luglio è necessario applicare sulle somme da versare la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse.


    L'acconto IRPEF deve essere versato:
    in unica soluzione entro il 30 novembre, se l’importo dovuto è inferiore a 257,52 Euro
    in due rate, se l'importo dovuto è pari o superiore a 257,52 Euro
    La prima rata, che costituisce il 40% dell'importo, deve essere versata entro il 16 giugno o entro il 16 luglio, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse
    La seconda rata, che costituisce il 60% dell'importo, deve essere versata entro il 30 novembre.

    Tutti i contribuenti possono rateizzare i versamenti, cioè versare in rate successive le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte.
    I dati relativi alla rateazione sono inseriti nello spazio "Rateazione/Regione/Provincia" del modello di versamento F24.
    Sugli importi rateizzati sono dovuti gli interessi nella misura del 6% annuo, tenendo conto del periodo decorrente dal giorno successivo a quello di scadenza della prima rata fino alla data di scadenza della seconda.


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